“Si ok, ma in fondo al dil à di 2 o 3 monumenti a Palma non c’è granchè da visitare giusto?”
Durante la creazione dei nostri Itinerari su Misura, questa è la tipica frase che ci sentiamo ripetere da chi per la prima arriva a Maiorca.
E puntualmente dobbiamo smentirla, cercando di far capire che Palma è una città ricca di attrazioni per chi ha voglia di addentrarsi nei suoi vicoli, lontano dalle solite strade battute da migliaia di turisti “mordi e fuggi”.
Certo, nessuno deve rinunciare al fascino di una visita alla Cattedrale, al Palazzo Reale dell’Almudaina o al Castello di Bellver.
Però, se si ha un po’ di tempo in più a disposizione, si può provare semplicemente a seguire la popolazione locale che gironzola per i vicoli del centro per vedere cosa fa e dove lo fa.
Questo innocuo pedinamento ti svelerà una città completamente nascosta, fatta di quartieri antichi, palazzi nobiliari affascinanti e chiese…. tante chiese….. una ad ogni angolo di strada del centro storico.
Lungi da noi elencarle tutte, in questo articolo ti porteremo alla scoperta delle 5 chiese minori di Palma che meritano una visita, vuoi per il loro valore storico, vuoi per qualche piccola storia segreta che nascondono.
Perchè, in fondo, se ti limiti solo alle attrazioni principali non potrai mai essere un vero viaggiatore Vivere Maiorca®!
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Indice articolo
Iglesia de San Miguel
Calle San Miguel è oggi una delle arterie principali del centro di Palma; un lungo e stretto rettilineo che collega Plaza España a Plaza Mayor, in un susseguirsi di palazzi, negozi di grandi marche e piccole botteghe.
Nonostante oggi sia la meta preferita dello shopping cittadino, in realtà calle San Miguel è una via antichissima, esistente già al tempo degli arabi più di mille anni fa!
Basti pensare che sotto questa strada passava (e passa ancora oggi) l’acquedotto arabo che doveva rifornire il palazzo del governatore.
Questo sapore antico possiamo dire che ormai si è perso del tutto…..o quasi.
Si, perchè proprio al centro del lungo rettilineo, fra decine di negozi alla moda, si innalza la chiesa di San Miguel.
Secondo molti storici fu la prima chiesa cristiana costruita a Palma, dove re Giacomo I il Conquistatore celebrò la sua prima messa da nuovo re di Maiorca dopo la cacciata dei musulmani.
La chiesa è da sempre oggetto di una grande devozione, legata al fatto di ospitare una delle figure mariane più venerate a Palma. Questo perchè i maiorchini considerano la figura della Madonna presente nella chiesa di San Miguel come quella originale che presiedette la messa celebrata in Catalogna prima che l’esercito cristiano salpasse alla volta della conquista dell’isola.
Infatti, in occasione della festa de l’Estendard, ossai la festa che si tiene a Palma ogni 31 dicembre per ricordare la conquista delle truppe di re Giacomo I, nella chiesa di San Miguel avviene la rievocazione della prima messa cristiana tenuta dal re, alla fine della quale tutti i fedeli si recano nella cappella della Vergine per rendergli omaggio.
A proposito… la festa de l’Estendard viene considerata la festa più antica d’Europa ancora in esecuzione, con i suoi 800 anni di tradizione.
Se passi a Capodanno a Maiorca, non puoi perdertela!
Iglesia de Santa Eulalia
Durante qualsiasi giro alla scoperta delle cose da vedere a Palma, una sosta nella splendida cornice di Plaza Cort è obbligatoria.
I suoi eleganti edifici e la facciata del palazzo del Municipio catturano immediatamente l’attenzione. Ma questa attenzione distrae dalla piazza appena confinante con Plaza Cort, uno spazio aperto dove si staglia la facciata della chiesa di Santa Eulalia.
Se la chiesa di San Miguel viene considerata la prima edificata a Palma, la parrocchia di Santa Eulalia, intesa come area amministrativa della neonata chiesa di Maiorca, è la più antica della città.
I turisti tendono a snobbarla, presi come sono dalla bellezza della Cattedrale, ma Santa Eulalia per chi vive qui è da sempre la chiesa di maggiore importanza della città.
Le sue origini risalgono agli anni successivi alla conquista del 1229, quando, al posto di una vecchia moschea, si decise di costruire un nuovo tempio.
Ma la storia della sua costruzione non è stata affatto facile, se pensiamo che un documento del 1570 parlava ancora della necessità di terminare la chiesa, dopo ben 300 anni!
Ma ciò che rende particolare la chiesa di Santa Eulalia è il suo legame con il triste periodo delle folli persecuzioni contro gli ebrei di Maiorca durante il 1500 ed il 1600.
Il portale gotico sul lato sinistro della facciata, risalente al 1300, è infatti conosciuto come il Portale dei Conversi, perché da qui uscivano gli ebrei costretti con la forza a battezzarsi e a diventare cristiani per evitare la condanna al rogo.
Una storia di intolleranza e crudeltà che sembra anni-luce distante dallo spirito aperto e cosmopolita che caratterizza oggi Maiorca.
Cattedrale di Palma: ingresso salta fila
Basilica di San Francesco
Se dovessimo scegliere la più bella ed interessante fra le chiese di Palma dopo la Cattedrale, non avremmo nessun dubbio: la basilica di San Francesco.
Pochissimi turisti la visitano e questo è un grande errore. Questa chiesa è un vero gioiellino nascosto.
Situata a 2 passi da Plaza Cort, spunta dal nulla al centro di una bella piazza dove affaccia anche l’Archivio storico del Regno di Maiorca.
Splendido esempio di architettura gotica, è una delle sole 4 chiese aventi il titolo di basilica in tutta l’isola di Maiorca, assieme ovviamente alla Cattedrale, alla iglesia di San Miguel ed al Santuario di Lluc.
I francescani arrivarono a Maiorca nel 1232 e nel 1281 decisero di edificare questa chiesa con l’annesso convento. Nel 1317 la chiesa di san Francesco venne aperta al culto, anche se i lavori proseguirono ancora per anni, fattore che ritardò la consacrazione del tempio avvenuta solo nel 1385.
Per 500 anni questa basilica ed il suo convento furono la casa dei francescani, finchè nel 1835 i frati furono espulsi in seguito alle confische dei beni ecclesiastici che nel 1800 colpirono tutti gli ordini clericali spagnoli.
Solo nel 1906 il convento fu rioccupato dai Francescani del Terzo Ordine Regolare, che ancora oggi sono titolari della basilica.
La chiesa all’interno ha conservato il maestoso stile gotico originario, ma l’attuale facciata fu realizzata in stile barocco nel 1600, in seguito alla distruzione della vecchia ad opera di un fulmine.
Tra il patrimonio che conserva la basilica di San Francesco, spiccano la pala d’altare del 1700 e, soprattutto, la tomba del filosofo maiorchino Ramón Llull: un sarcofago scolpito con la figura giacente del dottore illuminato e, nella parte inferiore, sette nicchie vuote incomplete che dovevano contenere le immagini delle sette arti liberali, tanto care a Llull.
Avevamo raccontato la sua storia in questo video sui nostri social!
Ma la vera chicca della basilica è il suo chiostro, dichiarato Monumento Nazionale di Spagna.
Esempio unico di chiostro gotico arrivato fino a noi in tutte le Baleari, è uno spazio aperto di singolare bellezza, con un colonnato che ricorda molto quello del Castello di Bellver e del Palazzo Reale dell’Almudaina.
La sua funzione principale di luogo di raccoglimento per i frati, si unì con il tempo ad una funzione anche cimiteriale, diventanto il luogo di sepoltura delle più importanti e nobili famiglie di Palma.
Ancora oggi, infatti, il chiostro conserva ovunque lapidi funerarie ed emblemi araldici.
L’ingresso al complesso della basilica di San Francesco è a pagamento, però contemplare questo cortile silenzioso e passeggiare sotto i portici gotici lontano dalla folla dei turisti è un’esperienza davvero suggestiva!
Monti-Sion
Conosci il Muro del Pianto di Gerusalemme giusto? Parliamo di un pezzo di muro dell’antico tempio di Salomone che rappresenta per gli ebrei il più sacro luogo di culto e di preghiera.
E se ti dicessimo che anche Palma ha il suo Muro del Pianto ci crederesti? E invece si, ce l’ha: è la chiesa di Monti-Sion.
Ma cosa c’entra una chiesa a tutti gli effetti cristiana con l’ebraismo?
La chiesa di Monti-Sion si trova nell’omonimo quartiere che, insieme ad altri, costituiva anticamente il quartiere ebraico della città di Palma.
In seguito alle varie persecuzioni, nel 1500 il culto ebraico venne vietato in città e tutte le varie sinagoghe chiuse o riconvertite in chiese cristiane; la chiesa di Monti-sion è il frutto di una conversione a chiesa del 1554 di una più antica sinagoga, conosciuta come cappella di Nostra Signora di Monti-Sion.
La nuova chiesa venne affidata ai Gesuiti che decisero di acquistare anche gli immobili adiacenti al tempio per fondarvi una scuola destinata a diventare uno dei centri educativi più famosi di Maiorca.
Nella chiesa c’è anche una parte d’Italia, perché la pala d’altare è opera del milanese Camillo Parrino, pittore italiano morto a Palma a soli 39 anni.
La chiesa nasconde molti tesori: la facciata, le varie cappelle, il museo e l’antica bibloteca del 1500. Ma ad oggi è in corso un restauro che non rende visitabile il complesso.
Ma il vero tesoro di Monti-Sion non è all’interno, ma nel muro esterno della chiesa…
Percorrendo Carrer del vent, la piccola stradina sul lato destro della facciata, noterai negli spazi fra i vari mattoni del muro della chiesa una miriade di piccoli bigliettini piegati con cura.
Sono le preghiere degli ebrei che, memori del fatto che la chiesa era un tempo una sinagoga, hanno lasciato e continuano a lasciare nel muro del tempio i loro pensieri, le loro invocazioni, le loro speranze.
Te l’avevamo detto: Maiorca ha il suo Muro del Pianto come Gerusalemme!
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Convento delle Carmelitane Scalze
Chiudiamo con un luogo che colpisce, più che per la sua bellezza, per la sua notorietà presso i cittadini di Palma: il convento delle Carmelitane Scalze.
La devozione che i maiorchini hanno per la Vergine del Carmine è secolare sull’isola e si percepisce davvero a fondo in città, soprattutto durante le ricorrenze religiose.
Il convento delle Carmelitane fu fondato nel 1300 e divenne fin da subito uno dei più importanti di Palma, tanto da accogliere alcune delle personalità maiorchine religiose più influenti dell’epoca.
Purtroppo, così come la basilica di San Francesco, anche il convento fu colpito dallle confische statali del 1800, cosicchè quel che resta oggi del complesso, popolarmente noto come il convento delle Terese dal nome di Santa Teresa alla cui regola le monache obbediscono, è solo una minima parte dell’antica struttura religiosa.
Aldilà dell’intima chiesa, il vero cuore del convento è il chiostro interno, uno spazio ovviamente chiuso al pubblico, che assieme alle celle ed al refettorio dona al complesso quell’austerità necessaria affinchè le monache mantengano tuttora il loro stile di vita di clausura.
E’ un luogo davvero particolare: nella chiesa ci si sente avvolti da una sensazione di quiete che contrasta fortemente con l’avanzare della frenetica vita moderna che rumoreggia appena fuori dal cortile d’ingresso.
Se si pensa che siamo nel pieno della Rambla, il convento delle Carmelitane Scalze è davvero un’oasi di tranquillità.





