La Dragonera

Quando si parla di isole, c’è solo una parola che riassume la conoscenza di questo aspetto geografico della Spagna: confusione!

Quante volte negli anni ci siamo sentiti dire: “Ah che bello, vivi a Maiorca…quindi puoi fare il bagno tutto l’anno visto che lì è sempre estate!”. No ragazzi, Maiorca è alle Baleari, non alle Canarie (e ammettilo…anche tu almeno una volta hai fatto confusione fra gli arcipelaghi).

E come se non bastasse, ti sveliamo un segreto: le isole Baleari non sono solo 4! Oltre a Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera (quelle conosciute da tutti), l’arcipelago comprende altri piccoli isolotti.



Uno di questi, è l’isola della Dragonera. Visitarla è sicuramente una delle cose da vedere a Maiorca diverse dal solito.

Sconosciuta ai più, seppure si trovi molto vicina alla costa della sorella maggiore, è uno dei rarissimi luoghi ancora vergini da poter ammirare da queste parti.

Sei pronto a scoprirla con noi? Ti sveleremo in questo articolo la sua storia, cosa fare, cosa vedere e, sopratutto, come arrivarci.

👉 L’isola della Dragonera è una delle mete che spesso consigliamo a chi richiede un Itinerario su Misura. Scopri come funziona e diventa un viaggiatore Vivere Maiorca al 100%!

Dragonera Maiorca
Il porticciolo della Dragonera
Indice articolo

La storia della Dragonera

Prolungamento verso sud della Sierra de Tramuntana, dalla quale è separata da una piccola lingua di mare conosciuta come lo stretto di Es Freu, la Dragonera è un’isoletta lunga 4 km e larga solo 700 metri.

Le coste sono totalmente diverse: quella ad ovest presenta pareti verticali a picco sul mare, mentre quella ad est è più digradante ed accogliente, con piccole calette.

Il suo nome è frutto di un grosso equivoco: tutti credono, maiorchini compresi, che il nome Dragonera derivi dalla forma dell’isola, allungata e stretta, simile a quella di un drago accovacciato. Romantico, ma sbagliato…

L’origine è da ritrovare nella parola latina traco, che significa “fessura”, in riferimento ad una presunta fonte di acqua dolce presente in una grotta dell’isola, utilizzata per secoli e poi, stando alle cronache locali, chiusa nel XVI secolo per scoraggiare la presenza di pirati e contrabbandieri.

Gli antichi marinai che frequentavano questa parte del Mediterraneo, infatti, pare conoscessero molto bene la Dragonera e che la usassero o come avamposto per assaltare e saccheggiare i pueblos di Maiorca o come rifugio in caso di “probemi giudiziari”.

Avere disponibilità di acqua dolce a breve distanza dall’isola principale, in un luogo isolato e alla larga dai pericoli, era molto importante per chi si trovasse a navigare in queste acque e non volesse avere fastidi dalle autorità.

Risultato: la Dragonera fu spesso rifugio di persone poco raccomandabili, rapinatori ed assassini provenienti da Maiorca, senza contare i veri padroni dell’isola: i pirati!

Il pirata Barbarossa, che nel 1500 tormentò i re cristiani rapinando le loro navi, spesso si rifugiò sulla Dragonera; così come Dragut, famoso ammiraglio/pirata turco, che, dopo una dura sconfitta patita a Pollença, qui trovò riparo prima di riprendere il mare.

La fonte perduta

Ma aldilà dei racconti, questa mitica fonte d’acqua dolce esisteva davvero?

Nel 1971 un team di speleologi pianificò una campagna di esplorazione proprio per rispondere a questa domanda. Ed in effetti, alla fine venne scoperta una cavità sotterranea, ribattezzata Cova de Sa Font.

Era stata trovata la leggendaria fonte che aveva dato il nome all’isola!

La Cova de Sa Font è una grotta con 2 laghi di acqua dolce al suo interno. Oggi purtroppo è chiusa al pubblico, sia per mantenerne intatta la conservazione, sia a causa di elevate emissioni di CO2  durante i mesi più caldi dell’anno, che ne rendono pericolosa la permanenza prolungata al suo interno.

Ma come sappiamo che la Cova de Sa Font è all’origine del nome della Dragonera? Ebbene gli stessi scopritori della grotta, fecero anche una ricerca toponimica, rilevando che tale nome identifica altri corsi d’acqua sotterranei sparsi nel Mediterraneo.

In Sardegna, ad esempio, alcuni dialetti locali usano termini come “tragonàia” o “dragonaia” per identificare luoghi in cui l’acqua scorre sottoterra; a Capo Miseno, nei pressi di Napoli, antichi testi parlano di grotte “traconarie” ricche di acqua dolce.

O ancora a Malta, dove esiste la Grotta della Dragonara, o nel sud della Francia dove si usa la parola “dragonnière” per indicare cavità sotterranee.

Insomma, tutto fa pensare che il mistero della Dragonera sia stato alla fine risolto.

Da covo di pirati a luogo protetto

Dragonera Maiorca
Uno dei percorsi della Dragonera

La Dragonera per secoli è rimasta lì, a pochi passi da Maiorca, a fare da rifugio per i malfattori. Isolata, vergine, selvaggia…

Ma l’uomo, si sa, ha sempre delle splendide idee: quindi perchè non autorizzare la costruzione di un mega villaggio turistico composto da decine di ville, piscine, ristoranti e persino di un eliporto in un luogo benedetto da madre natura?!

Sembra assurdo, vero. Invece è proprio ciò che successe nel 1970, su iniziativa di un grande gruppo immobiliare. Ma stavolta gli andò veramente male.

Nel 1977 i maiorchini si mobilitarono e l’isola venne occupata da 50 ragazzi in segno di fortissima protesta contro la cementificazione di questo paradiso. Fu un fatto storico di enorme portata: per la prima volta in tutte le isole Baleari si parlava di ecologismo e protezione delle isole!

I ragazzi, dopo mesi di occupazione della Dragonera, vinsero la loro battaglia. Il progetto venne abolito e l’amministrazione pubblica di Maiorca decise di incaricarsi della gestione dell’isola.

L’ultimo, decisivo passo avvenne nel 1995, quando tutta l’isola fu dichiarata Parco Naturale e Riserva Marina, oltre ad essere eletta a simbolo dell’ecologismo maiorchino.

Oggi la Dragonera è un vero tesoro naturalistico: sull’isola vivono 361 specie di piante, di cui 18 endemiche (ossia presenti solo qui in tutto il mondo!), oltre alla più grande colonia europea di falchi Eleonora, varie specie di uccelli marini protetti, 5 specie di pipistrelli e, soprattutto lei, la reale padrona dell’isola.

Parliamo della Podarcis lilifordi giglioli, più conosciuta come sa sargantana dai maiorchini. Un vero miracolo della natura.

@viveremaiorca 🦎 SA DRAGONERA ~ Ieri siamo tornati sull’isola della Dragonera, un parco naturale protetto a largo di Sant Elm, raggiungibile solo in barca. Siamo saliti all’antico faro, il più alto di tutta la Spagna, circondati come sempre dalle lucertole delle Dragonera, dai gabbiani e dalla natura incontaminata. 🏝️ La Dragonera è una delle gemme nascoste di Maiorca. Ne avevi mai sentito parlare? 🚤 Per raggiungerla devi prendere la barca “Cruceros Margaritas” da Sant Elm o Port Andratx. 👉 Ma siccome la Dragonera nasconde un sacco di segreti, il modo migliore per conoscerla è fare un’Escursione su Misura insieme a noi! (Link in bio) ~ #viveremaiorca #mallorca #baleari #dragonera #maiorca #palmadimaiorca #palmademaiorca #palma ♬ Inspiring Ambient Folk - Aleksei Guz

La sargantana

dragonera maiorca
La nostra sargantana che ci viene a salutare

Gironzolando fra negozi di ogni tipo del centro di Palma, ti capiterà di vedere qua e là sia come souvenir in vendita che come decorazione, una specie di lucertola.

E’ lei, la nostra sargantana, un piccolo rettile che nel mondo vive solo sull’isola della Dragonera!

Ma qual è la sua storia naturale? E cos’ha di così particolare? Prima di tutto la sua evoluzione: vivendo da milioni di anni su un isolotto staccato dal resto di Maiorca, la sargantana ha sviluppato caratteristiche fisiche e sociali del tutto uniche.

In realtà, la nostra amica era presente tempo fa anche su altre isole delle Baleari, ma l’arrivo dell’uomo ne ha poi determinato l’estinzione quasi totale.

La vita su uno scoglio isolato e selvaggio, ha ovviamente modificato questo animale. Infatti la sargantana:

  • non avendo predatori naturali da milioni di anni, non ha meccanismi di difesa. Non perde la coda e non sa cosa vuol dire fuggire. Anzi, è estremamente socievole, tanto da salirti addosso e venirti a conoscerti faccia a faccia;
  • a causa della scarsità di cibo sulla Dragonera, la sargantana è poco prolifica in termini di riproduzione: depone solo 1 o 2 uova alla volta, contro le 10 delle altre specie di lucertole;
  • non essendoci predatori sull’isola, la sargantana ha tutto il tempo per poter scegliere il cibo e mangiare con calma. Quindi non si ciba solo di insetti, ma di tutto ciò che gli capita a tiro (anche più volte al giorno), come piccoli crostacei, meduse in secca, piante, nettare e fiori, che strappa con delle torsioni simili a quelle usate dai coccodrilli con le loro prede.

Questo onnivorismo ha salvaguardato non solo la sargantana stessa, ma anche l’isola della Dragonera nel suo complesso. Infatti, al momento di mangiare, migliaia di granuli di polline si attaccano al corpo della lucertola, rendendola così un’ impollinatrice naturale delle specie vegetali endemiche dell’isola.

In pratica, ci sono specie di piante che possono esistere solo perchè esiste la sargantana e viceversa. Un vero prodigio della natura, non trovi?

Cosa fare sulla Dragonera

Pur essendo una piccola isola, come avrai capito la Dragonera è ricca di tesori tutti da scoprire; non solo piante ed animali strani, ma anche cultura, storia e strani personaggi.

La Dragonera, infatti, era meta prediletta anche degli urchilleros maiorchini, nonchè luogo di passaggio del meridiano di Parigi calcolato dall’astronomo francese François Aragò, che visse a Maiorca per 2 anni arroccato in Sierra de Tramuntana.

Ma questi sono tutti racconti che potrai conoscere solo richiedendo un’Escursione su Misura per un percorso guidato sulla Dragonera.

Si, perchè l’isola può essere esplorata solo a piedi o via mare, laddove i sentieri portano tutti ai vari fari dell’isola.

E crecidi, camminare in lungo ed in largo sulla Dragonera è una vera delizia per gli occhi!

Di fari, e quindi di altrettanti sentieri, ce ne sono ben 3. I 2 più moderni sono situati alle estremità est ed ovest, mentre il terzo, il più antico, si trova sul punto più alto dell’isolotto.

Si tratta del faro di Na Pòpia, conosciuto meglio come Far Vell (faro vecchio), ed è il faro più antico di tutte le Baleari. Costruito nel 1851 a 352 metri di altitudine, una posizione molto anomala per un faro, venne abbandonato nel 1910 poiché frequentemente coperto di nuvole ed investito da continue tempeste di fulmini, risultando dunque del tutto inutile.

👉 Il sentiero che unisce i due fari moderni, lo trovi anche nella nostra Guida ai sentieri di Maiorca. Scaricala, è gratis!

Sebbene il Far Vell sia oggi in rovina, resta comunque splendido salire quassù percorrendo l’antica e panoramica strada di collegamento con il porto.

Se invece preferisci il mare, hai 2 alternative per visitare la Dragonera:

  • in barca: puoi noleggiare una piccola barca senza patente nautica a Sant Elm attraverso la nostra sezione Barche e scegliere se circumnavigare l’isola o fermarti a ridosso della sua costa;
  • in kayak: se sei sportivo e pronto a faticare, puoi pagaiare da Sant Elm fino a qui e goderti le piccole calette deserte e selvagge della Dragonera.

Attenzione però: è consentito fermarsi e nuotare solo in 3 cale. Ricorda che sei in una Riserva Marina protetta che merita rispetto e che va salvaguardata. Senza contare le eventuali multe che da queste parti sono salatissime ed implacabili.

👉 Tip Vivere Maiorca: occhio a tenere lo zaino sempre chiuso sulla Dragonera. Le sargantanas tenteranno in tutti i modi di arrivare al tuo cibo. Portarsene una a casa e vedersene saltare una fuori all’improvviso la sera è davvero un attimo!

Dragonera Maiorca
Il panorama dal Faro di Na Pópia

Come arrivare alla Dragonera

Ovviamente l’unico modo per raggiungere la Dragonera è via mare.

A meno che tu non abbia optato per noleggiare una barca a Maiorca, dovrai prendere la barchetta che fa la spola fra Sant Elm (il borgo è a circa 40 minuti da Palma, sulla punta sud-ovest di Maiorca) ed il piccolo porticciolo di Es Lledò.

Al tuo arrivo sulla Dragonera, troverai le guardie del parco che ti illustreranno brevemente le norme da rispettare ed i percorsi disponbili.

Esiste solo una compagnia autorizzata a svolgere il servizio di trasporto: la Cruceros Margarita. Sul loro sito puoi acquistare i biglietti selezionando il giorno e l’ora di partenza e rientro desiderata.

Il costo comprende anche il pagamento dell’ecotassa d’accesso all’isola ed il servizio è attivo dal 1 marzo al 30 ottobre. Durante la stagione invernale, invece, la Dragonera non è accessibile.

La breve traversata di 20 minuti è già di per sè spettacolare: un piccolo llaut (la tipica imbarcazione maiorchina) cullato dalle onde dello stretto di Es Freu e con la prua rivolta verso un paradiso poco conosciuto.

Cosa puoi volere di più dal tuo viaggio a Maiorca? Solo un’Escursione su Misura con noi per non perderti davvero nulla di ques’isola!

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