Quando si pensa alla città di Palma, si crede in generale di essere di fronte alla tipica cittadina isolana, piccola, concentrata e poco interessante dal punto di vista storico-monumentale.
Mai valutazione fu più sbagliata! Palma, è sempre bene ricordarlo, è l’ottava città di tutta la Spagna per estensione, oltre ad avere una storia millenaria da far invidia ad altri grandi centri urbani presenti sulla penisola iberica.
La maggior parte dei turisti fa un giro piuttosto “standard” quando visita la città: la Cattedrale, il Palazzo Reale dell’Almudaina ed il Castello di Bellver sono (a ragion veduta) le tappe principali di un itinerario cittadino basico.
Però, Palma nasconde alcuni piccoli tesori più defilati e nascosti rispetto al centro, ma non per questo meno interessanti.
Il Castello di San Carlo è, senza dubbio, uno di questi.
Situato all’estremità est del porto, proprio sulla punta che si affaccia su Portopí, questo antico fortino, oggi riconvertito in Museo Militare, rientra assolutamente fra le cose da vedere a Palma di Maiorca.
Oltre al suo valore storico, la sua posizione privilegiata lo rende uno dei migliori punti panoramici di tutta la baia, senza considerare che è l’unica costruzione di Maiorca a mantenere per intero il suo recinto murario originale.
In questo articolo ti racconteremo la sua storia, oltre chiaramente a darti tutti i consigli utili per una visita completa, gli orari ed i prezzi d’ingresso.
Partiamo dunque. Vieni con noi alla scoperta del Castello di San Carlo!
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Indice articolo
Castello di San Carlo: la nascita
Oggi siamo abituati a vedere Palma come una città esclusivamente turistica: navi da crociera, gruppi guidati che girano per il centro, hotel praticamente dovunque…
Ma non è sempre stato così; nel Medioevo la baia di Palma era in prevalenza un punto strategico per il commercio marittimo di tutto il Mediterraneo, sia per l’ancoraggio delle navi commerciali che arrivavano o partivano da Maiorca, sia come luogo di transito ed approvvigionamento intermedio su rotte più lunghe.
Ma a quel tempo, l’intero Mar Mediterraneo era un nido infestato da pirati e corsari che saccheggiavano di continuo le pricipali città costiere di tutte le isole Baleari, Maiorca in primis.
Per proteggere, dunque, le navi commerciali ancorate nel porto di Palma, ad inizio 1600 il vicerè di Maiorca Joan de Vilaragut, propose alla Corona di Spagna la costruzione di questo forte tra Portopí e Cala Mayor.
Nel 1609, quindi, re Filippo III emanò una bolla reale con cui ordinò la costruzione del forte presso un luogo che tutti i maiorchini conoscevano coma la lanterna, dove pare ci fosse un vecchissimo faro di cui però, ad oggi, non se ne conosce l’esatta ubicazione.
Probabilmente, si trattava di una piccola torre che non si esitò ad abbattere per innalzare la nuova fortificazione voluta dal vicerè di Maiorca. I lavori iniziarono nel 1610 e durarono due anni, grazie al finanziamento di tre istituzioni: il collegio mercantile, l’Universitat de Ciutat, ossia il principale organo amministrativo di Maiorca di quel tempo, ed il Tesoro Reale di Spagna.
All’inizio la costruzione fu denominata Castello di Portopí, ma in fase di finalizzazione dei lavori arrivò il nuovo viceré, Carles Coloma, a cui si decise di intitolare l’opera, che assunse così l’attuale nome di Castello di San Carlo.
La fortezza inespugnabile
Fin dalla sua costruzione, il Castello di San Carlo fu considerato uno dei più imponenti forti militari mai costruiti in tutte le isole Baleari. Ad oggi, è sicuramente il principale fra quelli ancora in piedi.
Ma nonostante la sua robustezza, la prima versione del Castello di San Carlo consentiva l’installazione di soli cinque cannoni, i quali non riuscivano a coprire l’intero fronte di mare della baia di Palma. Nel 1622 quindi, re Filippo IV ordinò a Vicente Mut, ingegnere militare di Maiorca, di allargare il recinto fortificato per migliorare ancora di più la potenza di fuoco della fortezza.
Con questo ampliamento ci fu un cambiamento radicale di tutto il castello: mentre, infatti, il nucleo primitivo aveva una pianta quadrata di 22 metri per lato con quattro bastioni angolari di vigilanza, il nuovo Castello di San Carlo divenne trapezoidale, inglobò del tutto l’antica costruzione del 1600 e si ampliò con tre edifici ed una grande piazza d’armi dove poter contenere fino a trecento uomini.
Il suo fossato originario, ben visibile ancora oggi, venne allungato fino al mare e tutto il forte, in momenti diversi e secondo necessità, fu equipaggiato con pezzi di artiglieria sempre all’avanguardia per garantirne la difesa.
Nel 1769, durante il periodo di massimo equipaggiamento della struttura, il Castello di San Carlo era dotato di una batteria di ben 13 cannoni, il cui fuoco incrociato permise per secoli di proteggere tutta la baia di Palma da qualsiasi invasore!
Il Museo Militare di San Carlo
Il mito dell’inespugnabile Castello di San Carlo divenne così potente, che perfino durante la guerra civile spagnola Francisco Franco decise di utilizzarne il potenziale, integrandolo con una batteria antiaerea più moderna.
Una volta terminata la guerra, però, il forte fu disarmato e convertito prima in ospedale militare, e poi in prigione; con la caduta del regime di Franco, il castello venne infine acquisito dal comune di Palma nel 1981, per essere poi trasformato nel 1996 in un museo dove si conserva buona parte della storia militare dell’isola.
Il Museo Militare di San Carlo oggi ospita diverse collezioni nei suoi locali, tra cui la Collezione Llorente che, secondo gli esperti, è una delle più importanti raccolte in tutta Europa di armi da fuoco corte e di coltelli, con una cronologia che va dal XVII al XX secolo.
In altri edifici del castello troviamo la sala Weyler, dedicata alle insegne militari maiorchine, la sala della guerra cubana e la sala dei plastici, dove si trovano le riproduzioni di alcune importanti battaglie storiche della città, come l’assedio del 1229 a Madina Mayurqa (il nome arabo di Palma) da parte delle truppe cristiane del re d’Aragona Giacomo I il Conquistatore.
Che ne dici allora? Vale la pena visitarlo, non trovi?
Il faro di Portopì
Ma il Castello di San Carlo non è l’unica costruzione di valore della zona. Proprio alla spalle della fortezza, la Torre di Portopí con il suo faro (chiamata anche Torre dei Segnali), si erge fiera all’interno dell’attuale stazione navale.
In passato, infatti, l’insenatura di Portopí costituiva l’antico porto della città ed era un rifugio sicuro per i marinai che qui trovavano riparo dalle tempeste. Le torri poste a guardia del porto, però, erano in realtà 2: l’altra è la Torre de Paraires, situata proprio di fronte alla Torre di Portopì lungo il marciapiede dell’odierno Paseo Marítimo.
Ma perchè 2 torri l’una di fronte all’altra? Ebbene perchè nel Medioevo c’era l’usanza di chiudere il porto con una catena tesa tra le due torri, in modo che nessuna nave potesse entrare o uscire. Da qui, l’altro nome dell’antico faro di Palma, ossia Torre delle Catene.
In realtà, l’origine di queste 2 torri ancora oggi è incerta e si ipotizza che addirittura esistessero già in epoca romana. Ma ciò che pochi sanno è che la Torre di Portopì con il suo faro, è la terza lanterna più antica al mondo ancora in funzione, dopo la Torre d’Ercole di La Coruña e la Lanterna di Genova.
Un curioso aneddoto: le cronache maiorchine raccontano che, a causa della loro altezza, spesso le due torri erano il bersaglio preferito per gli allenamenti dei mitici frombolieri maiorchini, tanto che nel 1385 il governatore di Palma pubblicò un ordinanza contro coloro che deliberatamente rompevano il vetro della lampada della Torre di Portopì. I colpevoli diurni avrebbero subito la perdita della mano destra, mentre i colpevoli notturni sarebbero stati direttamente impiccati.
Dall'abbandono al recupero
Nonostante la sua incredibile importanza storica, la Torre di Portopì, come anche quella di Paraires, ha attraversato periodi di completo abbandono e di rovina, come dimostrano le continue richieste alle autorità cittadine, succedutesi nei secoli, volte a stanziare finanziamenti per la manutenzione delle 2 torri.
Anticamente si istituì persino la cosiddetta tasa di molatge, ossia una tassa di attracco, il cui ricavato veniva destinato esclusivamente alla manutenzioni delle torri del porto antico.
Col passare dei secoli, è stato necessario adeguare il faro ai progressi della tecnologia, cosa che ha portato al rialzo della torre e a continui cambi delle lanterne. In più, le due torri per secoli ebbero delle vedette di servizio incaricate di integrare le segnalazioni luminose, servizio che, ovviamente, col passare del tempo iniziò a diventare inutile.
Alla fine, nel 1971 si decise di eliminare il lavoro delle vedette, scatenando anche l’ira degli abitanti di Palma che videro sparire una tradizione secolare.
Per fortuna, il faro non ha seguito la stessa sorte, anche se ha rischiato di scomparire nel 1949, quando si cominciò a discutere della possibilità di spegnerlo e di convertirlo nella sede in una compagnia di navigazione!
Come spesso accade, il compromesso è stata la soluzione della questione: sebbene la moderna segnalazione del porto ne rendesse l’esistenza molto discutibile (oseremmo dire anche inutile), si decise di mantenere la Torre di Portopì come segnale marittimo, sotto forma, però, di sirena e non più di segnale luminoso.
Visitare il Castello di San Carlo di Palma di Maiorca
Allora cosa ne pensi, ti abbiamo convinto del fatto che il Castello di San Carlo e le sue torri vicine vadano annoverate fra le cose da vedere a Palma?
La zona di Portopì, fra l’altro, è circondata da altre zone di interesse: c’è il Centro Commerciale per fare shopping dopo la visita, oppure il Casinò se sei appassionato del gioco d’azzardo, e infine la strada che conduce al Castello di Bellver, facilmente raggiungibile con un taxi.
L’orario di apertura del Castello di San Carlo, con annesso Museo Militare, è dalle 10 alle 14, dal martedì alla domenica. Prezzo davvero popolare: 5€.
Il castello resta chiuso il lunedì e gli altri giorni festivi infrasettimanali.
Qualunque altra informazione, la trovi sul sito ufficiale del Castello-Museo di San Carlo.
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Come arrivare a Portopì
Il Castello di San Carlo non è uno dei monumenti del centro storico, trovandosi ai margini della città, nel quartiere di Portopì.
Per raggiungerlo hai comunque varie opzioni:
- in auto: se hai deciso di noleggiare un auto a Maiorca, sappi che c’è una zona di parcheggio gratuita proprio di fronte all’ingresso del castello…fra l’altro, la vista panoramica dal parcheggio è davvero spettacolare;
- in taxi: il castello si trova alla fine del Paseo Marítimo. La corsa dal centro di Palma ti costerà davvero poco;
- in bus: c’è solo un bus, comodissimo fra l’altro, che fa capolinea proprio dinanzi al Castello di San Carlo: è il numero 1 e passa anche per Plaza España, il principale snodo cittadino per i bus urbani.
Buon tuffo nella storia della città!





