8 Feste Popolari di Maiorca che non puoi perderti

Le Feste popolari di Maiorca sono uno degli elementi più sorprendenti della vita sull’isola. Se c’è una cosa che i maiorchini (e gli spagnoli in generale) sanno fare bene, è divertirsi. E le fiestas de pueblo, anche chiamate ferias, a Maiorca sono un momento attesissimo ed importantissimo per gli abitanti dell’isola.

Ogni cittadina di Maiorca ha la sua festa, ognuna con eventi, costumi e rituali diversi.

In questo articolo vedremo le 8 feste popolari più importanti e più particolari di Maiorca.



Ti anticipiamo che, tra gli elementi ricorrenti nella celebrazione di queste feste, ci sono spesso spaventosi diavolifuochi d’artificio, grigliate e pirati.

Vamos!

Indice articolo

1. Sant Sebastià - Palma - 20 gennaio

Correfoc Mallorca
I Correfocs

Iniziamo dalla Festa di Palma, la capitale. È la festa del santo patrono di Palma, San Sebastiano, qui chiamato Sant Sebastià.

San Sebastiano (sì, è quello “delle frecce”), in realtà non è mai stato a Maiorca, da vivo.

Ma una sua reliquia, più precisamente l’osso di un braccio, transitò in città, portata da alcuni cavalieri sbarcati a Palma nel XVI secolo durante una forta epidemia di peste.

Proprio in quei giorni però, curiosamente, i casi iniziarono a diminuire rapidamente e subito si gridò al miracolo: in poco tempo, San Sebastiano fu nominato patrono di Palma.

La festa di Sant Sebastià illumina e riscalda il gennaio di Palma. Due settimane complete di festeggiamenti: ti avevamo avvisato, qui le feste sono una cosa seria!

Le celebrazioni cominciano con eventi, laboratori, mercatini e concerti.

La giornata più importante, però, è la Revetla de Sant Sebastià, tenuta generalmente il 19 gennaio.

Nel tardo pomeriggio, il Drach de Na coca, un gigantesco coccodrillo legato ad una leggenda cittadina, sputa fuoco ed accende un grosso falò in Plaza Mayor: la festa ha inizio.

Durante quella notte, Palma si trasforma in un grande festival a cielo aperto, con tantissimi concerti sparsi per tutta la città.

Ma la cosa più emblematica e curiosa sono le torrades, ossia le grigliate. 

Il comune, mette a disposizione una serie di barbecue nelle principali piazze della città e tutti i palmesani scendono in strada per una gigantesca grigliata collettiva. Un momento di festa davvero divertente.

Sant Sebastià si conclude la sera successiva alla Revetla con il Correfoc: un’antica, misteriosa e pagana usanza di origine catalana che prevede, in buona sostanza, che una serie di personaggi vestiti da demoni ballino e cantino nel fuoco, lanciando fiamme e scintille tra le vie della città. E tutti i cittadini, naturalmente, partecipano alla festa.

2. Sant Antoni - vari comuni - 16 o 17 gennaio

Molto simile, per certi aspetti, a Sant Sebastià è la Festa di Sant Antoni, il momento più atteso dell’anno dagli abitanti di vari centri abitati dell’isola. Anche in questo caso, la festa si tiene a gennaio (e poi non dite che a Maiorca in inverno non ci sia nulla da fare…).

Le celebrazioni più importanti e imponenti sono quelle di Sa Pobla, Manacor Pollença.

A Pollença, per altro, la celebrazione prevede il taglio di un pino (es pi) che viene poi portato in trionfo e “piantato” nella piazza del pueblo. Lì, alcuni ragazzi proveranno l’impresa di arrampicarsi fino alla cima del pino.

Le origini della festa sono antichissime ed anche in questo caso i grandi protagonisti della festa sono i dimons, i demoni, che per tutta la notte ballano e cantano intorno a grossi foguerons, i falò.

I festeggiamenti durano tutto il weekend e tutte le famiglie del pueblo allestiscono tavoli e barbecue in strada o nel proprio giardino, riunendosi per grigliare tutti insieme.

Naturalmente, come spesso accade in Spagna, le ricorrenze popolari altro non sono che un buon pretesto per mangiare, bere e fare baldoria tutti insieme. Non mancano i concerti, i balli e la musica, a cui partecipano letteralmente tutti i cittadini, anche i più anziani.

Maiorca è anche questa!

Per la precisione, Sant Antoni si celebra a:

La festa di Sant Antoni a Sa Pobla è famosa per il suoi incredibile spettacolo pirotecnico. Uno show a tempo di musica, che a volte è arrivato a durare anche più di 30 minuti, che racconta la storia di Sant Antoni. Guarda il video qui sotto, risalente al gennaio 2026!

Dimons Sant Antoni Mallorca
Dimons durante Sant Antoni

3. Es Firò - Sóller - 2° lunedì di maggio

Una delle feste più folli e divertenti di Maiorca è sicuramente Es Firò di Sóller.

La festa di Es Firò è una rievocazione storica che fa parte del filone delle battaglie Moros vs Cristianos, molto diffuso in Spagna.

Maiorca, storicamente, è sempre stata flagellata dagli sbarchi dei pirati, come spesso raccontiamo nelle nostre Escursioni, quando ci troviamo in corrispondenza di qualche antica torre d’avvistamento.

Nelle giornate di Es Firò nello specifico, il pueblo di Sóller ricorda uno sbarco dei Mori avvenuto nel 1561.

In quel caso, però, i cittadini di Sóller furono in grado di respingere l’attacco pirata, dopo un’intera giornata di battaglie.

Es Firò è un momento molto sentito da tutto il pueblo: gli abitanti di Sóller si dividono in due fazioni. Da una parte i mori, travestiti da pirati, con tanto di spade e fucili (funzionanti!), dall’altra i sollerics, gli abitanti del pueblo, vestiti con abiti dell’epoca.

Alle 17, i turchi sbarcano a Port de Sóller, in corrispondenza del porto, dove avviene la prima battaglia, vinta dai mori. Successivamente, ci si sposta verso la Playa d’en Repic, per una seconda battaglia (questa volta vinta dai sollerics).

Gli atti successivi si tengono al ponte di Barona e poi nella piazza del pueblo, dove gli abitanti di Sóller ottengono la vittoria finale.

La gente di Sóller prende molto sul serio questa giornata, curando la ricostruzione nei minimi dettagli. Ed anche in questo caso, il tutto si risolve in una grande festa, con la birra che scorre a fiumi e la musica che va avanti fino a tardi.

Consiglio essenziale: se partecipi a Es Firò, non indossarre vestiti bianchi. I mori sono armati di carboncini e il loro hobby principale durante la battaglia è dipingere faccia  e vestiti altrui di nero!

Es Firò Soller
Es Firò, la festa di Sóller

4. Feria Medieval - Capdepera - 3° week-end di maggio

La festa medievale di Capdepera ricorda la fondazione di questo villaggio del nord dell’isola avvenuta nel 1300, per mano del Re Giacomo II.

Ogni 3° weekend di maggio, la cittadina torna letteralmente al Medioevo.

La Feria medieval è una delle feste più particolari dell’isola: tutti gli abitanti del pueblo indossano vestiti medievali, nelle le vie che circondano il Castello di Capdepera si allestisce il mercato medievale e le strade vengono addobbate con stendardi e scudi.

Addirittura, ogni famiglia dipinge sulla propria casa lo scudo medievale corrispondente al proprio cognome.

E non mancano gli eventi, i laboratori e le iniziative, sempre a sfondo medievale, e non è raro, passeggiando tra le vie del pueblo, incontrare qualche giullare di corte. Un po’ come doveva avvenire 1000 anni fa.

Ti saresti mai aspettato una cosa del genere a Maiorca?

Feria Medieval Capdepera
Capdepera tornata al 1300

5. San Juan - vari comuni - 24 giugno

Anche se ufficialmente il giorno in cui si festeggia San Juan (il nostro San Giovanni per capirci…) è il 24 giugno, la vera festa si tiene durante la notte a cavallo fra il 23 e il 24 giugno: è la notte infinita dei falò ed i bagni notturni!

Secondo la tradizione cristiana infatti, i bagni notturni hanno virtù purificanti dovute ad alcuni poteri speciali assunti dalle acque durante la notte. Se pensiamo che la figura biblica di San Giovanni Battista è interamente legata alla predicazione del battesimo come rigenerazione e rinascita dello spirito dell’uomo, tutto sembra quadrare.

E i maiorchini questa cosa la prendono davvero sul serio.

C’è anche un proverbio sull’isola che recita: “bany de Sant Joan, salut per tot l’any”. Non occorre una traduzione giusto?

Ma perchè i falò? Ebbene, in questa stessa notte si adora anche il sole, per cui la tradizione vuole che si accendano dei piccoli roghi per saltare e ballare fino all’alba con lo scopo di purificare il proprio spirito vicino al fuoco.

Aldilà del suo valore religioso, che francamente è andato del tutto perduto, partecipare ad una notte di San Juan è un modo splendido per immergersi appieno nella cultura popolare e nella tradizione maiorchina.

Quasi tutte le spiagge dell’isola vengono popolate per tutta la notte da giovani e meno giovani che, saltando e ballando attorno al fuoco, entrano ed escono dall’acqua per “purificarsi”.

E chi siamo noi per impedirlo? Nessuno, per cui tutti in acqua la notte di San Juan!

6. Festes de Sa Beata - Valldemossa - 28 luglio

Se hai visitato Valldemossa, cosa che ti consiglio di fare trattandosi a mani basse del pueblo più bello di Maiorca, avrai forse fatto caso che le porte di ogni casa del borgo sono ornate con piccole immaginette disegnate a mano, riportanti la scritta “Santa Catalina Thomas pregau per nosaltres”.

Santa Catalina è la santa protettrice di Valldemossa, nonché l’unica santa delle Isole Baleari. E l’intera Valldemossa, di cui era originaria, è totalmente devota a lei.

I festeggiamenti, che si tengono a fine luglio, vanno avanti per una settimana e coinvolgono tutti gli abitanti del pueblo.

Il momento più importante della festa è la sfilata del Carro Trionfale della Beata. Una carrozza adornata di fiori sfila tra le vie del borgo, trasportando Santa Catalina: una bambina di 6 anni eletta ogni anno dagli abitanti per interpretare proprio la beata.

Non mancano poi i balli tradizionali maiorchini, l’alcol (ovviamente), la musica ed il cibo. Pensa che, il giorno della festa, la mitica pasticceria Can Molinas sforna quantità inverosimili di cocas de patatas, la brioche tipica di Valldemossa, e le mette a disposizione degli abitanti del pueblo.

Santa catalina Valldemossa
La processione dedicata a Santa Catalina

7. Canto della Sibilla - Palma e Lluc - 24 dicembre

Parliamo ora di una delle tradizioni più antiche e misteriose di Maiorca: il Canto della Sibilla.

L’origine di questa usanza risale addirittura al Medioevo, ma è completamente avvolta nel mistero. Chi rappresenta questa sibilla? E cosa c’entra con Maiorca?

La cultura greco-romana credeva nell’esistenza di alcune donne, chiamate appunto sibille, dotate di una conoscenza profetica derivante da poteri divini: per questo, erano in grado di emettere previsioni del futuro.

Con l’avvento del cristianesimo, le sibille vennero integrate nella nuova religione.

Venne anche introdotto un dramma liturgico in musica, in cui si cantava lo Iudicii signum, un antichissimo canto religioso in latino, tradotto poi nel 1200 in Italia, in Castiglia, in Francia e in Catalogna.

Ma il Concilio di Trento del 1500 proibì questo tipo di manifestazioni semi-pagane, cosicchè il Canto della Sibilla rischiò di sparire del tutto.

Solo in 2 diocesi il canto sopravvisse: quella di Alghero, in Sardegna, e quella di Maiorca!

La cerimonia prevede che durante la messa della vigilia di Natale entri la Sibilla per intonare il suo canto, il cui testo è ancora quello originale del 1200…e per questo quasi del tutto incomprensibile.

Abbiamo assistito personalmente al Canto della Sibilla nella Cattedrale di Palma e possiamo dire che è davvero un evento incredibile: ammaliante, suadente, oseremmo dire commovente.

D’altrone se dal 2010 questa cerimonia è annoverata tra i Beni immateriali Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco un motivo ci deve essere, non trovi?

8. Festa de l'Estendard - Palma - 31 dicembre

In quasi tutto il mondo il 31 dicembre simboleggia l’arrivo della notte di Capodanno. Ma a Palma no, il Capodanno non è la festa principale della città.

C’è qualcosa di più importante da festeggiare: la festa de l’Estendard!

Questa celebrazione è una delle più antiche feste civiche d’Europa (qualcuno dice addirittura la più antica) con i suoi 750 anni d’età, visto che le sue origini risalgono agli anni successivi alla morte nel 1276 del re catalano Giacomo I il Conquistatore.

Nata per commemorare la conquista cristiana della città avvenuta il 31 dicembre del 1229 (conquista che decretò la fine del dominio arabo a Maiorca), la festa de l’Estendard divenne il giorno di massima esaltazione del nuovo regno.

Anticamente alla fine di ogni anno venivano appesi nell’attuale Plaza Cort i ritratti degli illustri figli del regno al fianco del dipinto con l’effigie di re Giacomo I.

Si esponevano anche una serie di oggetti che si diceva fossero appartenuti al re: un elmo, di cui ancora oggi se ne conserva una copia nel municipio, una cotta di maglia, uno scudo ed una sella.

Col passare dei secoli la celebrazione perse lentamente significato, ma sopravvisse fino a quando, nel 1800, alcuni intellettuali maiorchini decisero di rivendicare la storia dell’antico Regno di Maiorca.

La festa iniziò a ruotare attorno all’Estendard, ossia lo stemma reale di Giacomo I.

Oggi la cerimonia parte dal municipio di Palma, la cui facciata viene nuovamente adornata da un ritratto del re; piazzato lo stendardo, i consiglieri ed il sindaco guidano una processione che arriva fino alla Cattedrale, preceduti dai cosiddetti tambors, dei tamburini che scandisono il tempo di una delle danze più antiche di Maiorca: il Ball dels Cavallets. Dopo una messa in Cattedrale, il corteo ritorna in Plaça Cort e lo Stendardo viene solennemente rimosso.

Una festa davvero suggestiva e molto sentita da tutta la città di Palma.

Se sei qui il 31 dicembre, è un appuntamento immancabile!

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