In ogni città che si rispetti ci sono sempre dei punti di ritrovo emblematici. Ed ognuno di essi ha sempre una funzione distinta.
Ci sono le piazze, spesso adornate da importanti monumenti, che hanno da sempre un ruolo di raccolta della popolazione per diversi motivi.
Ci sono i centri storici, zone ad alta densità turistica che raccontano il passato di una città.
Ci sono i punti panoramici, che da sempre accolgono coppie romantiche in cerca di viste splendide da cui farsi trascinare.
E poi ci sono quelli che noi italiani chiamiamo i luoghi dello struscio, quelle vie in cui si passeggia senza scopo e senza meta, per il solo gusto di farlo o con il semplice obiettivo di farsi notare.
Anche Palma, come tutte le capitali del mondo, ha i suoi luoghi emblematici. Plaza Cort, le terrazze della Cattedrale, il Paseo Marítimo, il Castello di Bellver, Plaza Mayor, Calle San Miguel, etc etc…
Ma se vogliamo prendere un caffè con qualcuno o goderci semplicemente il passeggio incessante della città, c’è solo un viale dove bisogna fermarsi: il Paseo del Borne!
Scopriamolo insieme.
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Indice articolo
La storia del Born
Il Paseo del Borne (da tutti conosciuto semplicemente come il Borne) è una delle aree urbane più amate dai palmesani, anche se ormai sembra non essere più quello di una volta.
Noi poveri expat italiani arrivati qui nel 2017 non conosciamo il vero splendore che questo spazio ebbe durante la sua età dell’oro, ma qualche anziano con cui abbiamo parlato ha ancora un vivido ricordo di questo viale pieno di vita in cui tutta la città trascorreva le serate passeggiando su e giù ininterrottamente.
Questa passeggiata è la stessa in cui tempo fa ci si fermava a vedere le caviglie delle giovani ragazze che salivano sui tram o dove costruirono archi trionfali in occasione della visita della regina Elisabetta II e di re Alfonso XII.
Quindi possiamo dire che il Paseo del Borne merita tutta la tua attenzione per conoscere la lunga storia di cui è stato protagonista.
La nascita
Se tu fossi venuto in vacanza a Palma nel 1500, non avresti trovato il Borne. Perchè? Semplicemente perchè non esisteva!
In origine il Paseo del Borne era il prolungamento del torrente Sa Riera, il fiume che scorre all’interno della città ancora oggi, che però fino all’inizio del 1600 entrava all’interno delle mura cittadine, proseguiva il suo corso lungo l’attuale Rambla e raggiungeva ciò che oggi conosciamo come Borne per sfociare in mare.
Alla città, però, non giovò mai avere entro le mura un torrente causa di continue inondazioni, e fu per questo che nel 1613 si decise di deviarlo fuori dalla cinta muraria, aprendo il nuovo corso che ancora oggi vediamo.
L’antico letto del fiume si trasformò in un secco corridoio di terra nel cuore di Palma: era nata la spianata del Borne.
Questo nuovo spazio divenne il centro delle feste cittadine, tanto che i cronisti dell’epoca descrissero i tantissimi tornei cavallereschi a cui partecipavano i nobili dell’isola.
E sta proprio in questi giochi l’origine del nome di questo spazio: il borne, infatti, era il nome usato per designare l’estremità della lancia usata dai cavalieri come arma da combattimento.
Se immaginiamo questo ampio viale circondato da terrazzi e balconi adibiti a belvedere privilegiati durante le giostre e le sfilate cavalleresche, capiamo perché il Borne non poteva che diventare il centro di una festante Palma.
Ma la cosa più curiosa è che il Borne era anche un separatore sociale della città: su un lato del vecchio torrente, infatti, c’erano le ricche dimore appartenenti alla nobiltà della città, mentre il lato opposto era occupato da umili case appartenenti alla classe artigiana.
Questa differenza era legata a due ragioni: prima di tutto all’origine mercantile della nobiltà cittadina, inevitabilmente legata al mare così vicino al Borne, ed in secondo luogo al fatto che il più danneggiato dalle inondazioni del torrente Sa Riera era sempre stato un solo lato che, però, con la deviazione del torrente, divenne presto oggetto di operazioni di acquisto da parte della nobiltà, ansiosa di costruire sfarzose dimore.
Il Paseo del Borne iniziò così pian piano a prendere forma.
L'evoluzione
Nonostante fosse il luogo di svago preferito dai cittadini, il Borne nel 1600 era ancora molto lontano dall’essere la passeggiata che vediamo oggi, costruita solo 200 anni dopo per celebrare la proclamazione della principessa Elisabetta come erede al trono di Spagna.
La trasformazione non fu affatto facile perché, dopo aver riempito di terra il letto del torrente Sa Riera e malgrado si fosse creato un nuovo spazio cittadino, alcuni problemi igienico-sanitari perdurarono nel tempo.
D’estate la grande spianata era uno spazio polveroso, mentre d’inverno con le piogge diventava una trappola di fango.
Quindi, nel 1778 si decise di ricoprire il terreno con delle pietre, per poi iniziare nel 1822 a costruire un viale acciottolato chiuso da due filari di alberi e ringhiere in ferro.
L’ascesa al trono di Spagna della principessa Isabella, spinse il comune di Palma a dedicarle questa passeggiata, che iniziò ad essere chiamata il Salone della Principessa.
La passeggiata fu allungata da entrambi i lati; quello verso la città venne chiuso dalla fontana delle Tartarughe, mentre il lato verso il mare venne allungato e chiuso da un’altra fontana.
Oltre a diventare più lungo, l’antico viale venne anche allargato, con tre cammini paralleli: quello centrale riservato ai nobili della città, quelli laterali riservati agli anziani e al popolo. Tocco finale, le sfingi poste agli ingressi dei viali, note come Ses Lleones des Born (i leoni del Borne).
Il Paseo del Borne era adesso un piacevole viale alberato dove passeggiare senza sosta.
Nonostante questo importante rifacimento del 1800, il Borne non avrebbe ancora avuto l’aspetto che conosciamo oggi.
Nel 1863, con l’intento di erigere un monumento all’ex principessa ed ormai regina di Spagna Elisabetta II, si pensò di ampliare ancora la passeggiata fino all’attuale Plaza de la Reina.
Il progetto non fu affatto di facile realizzazione, soprattutto per la pendenza del terreo e per la necessità di armonizzare ed allineare molte delle facciate del case esistenti.
Iniziò così una lunga discussione tra i tecnici comunali ed i residenti del Borne su dove e come dovesse essere collocato il monumento a Elisabetta II affinchè fungesse da cornice di chiusura del Paseo.
Visto che i continui contrasti non riuscivano ad essere risolti, il sindaco del tempo decise di agire da solo: il 18 marzo 1863, comparve dal nulla al tramonto un’enorme squadra di operai che occupò l’area e costruì in una sola notte la fontana di chiusura del viale!
La questione fu chiusa e ne nacque un detto popolare riferito a persone decise e risolute: “sei come il sindaco Billion, che in una notte ha allungato il Born”
I monumenti del Borne
Casa Solleric
Percorrendo il Paseo del Borne ti ritroverai nel cuore pulsante di Palma: è un vocio continuo che proviene dalle case, dagli uffici, dai bar, dai negozi e dalle persone sedute sulle panchine che spettegolano per ore.
Per non parlare del periodo natalizio, durante il quale il Borne diventa teatro del principale avvenimento della città che dà il via ufficiale al Natale: l’accensione delle luminarie!
ll trambusto è tale che, se non fosse per Vivere Maiorca®, ti sfuggirebbe sicuramente la facciata di Casa Solleric, eccellente esempio di architettura nobiliare del Borne.
Le sue origini sono legate alla figura di un nobile di nome Miguel Vallès Orlandis. Arricchitosi con il commercio e con la pirateria (fenomeno praticato da tutta la nobiltà maiorchina), nel 1700 Vallés ereditò alcune case situate nella via alle spalle del Borne.
Vallés decise di demolirle tutte per innalzare una casa completamente nuova che fosse degna del suo rango. E, ovviamente, chi chiamare per destare lo stupore della città se non architetti italiani!
In pochi anni la nuova casa, ribatezzata Casa Solleric, fu terminata.
Aldilà del suo valore artistico, ci piace ricordare un curioso aneddoto legato al cortile del palazzo, usato da chi voleva entrare nel Borne senza dover fare il giro completo dei palazzi che vi si affacciavano.
Fin qui nulla di strano, perché, in realtà, prima dell’avvento del turismo, i cortili delle case nobili erano spazi semipubblici dove era permesso passare liberamente.
In occasione di un funerale, però, il corteo funebre si fermò proprio nel cortile di Casa Solleric per iniziare una lunga preghiera in onore del defunto. Questa cosa infastidì moltissimo l’allora proprietario che ordinò di chiudere il portone d’accesso al cortile.
Solo nel 1995, 70 anni dopo quel funerale, il cortile venne riaperto al pubblico, mentre dal 1975 Casa Solleric appartiene al Comune di Palma che lo ha riconvertito in una sede per mostre temporanee.
Come vedi, ogni angolo di questa città rivela segreti e storie inaspettate.
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La Fontana de las Tortugas
Posta a chiusura di uno dei lati del Paseo del Borne, la Fontana de las Tortugas (tartarughe in spagnolo) è un altro simbolo indiscusso della città.
Fu costruita nell’attuale Plaza Juan Carlos I in un solo anno durante gli ultimi lavori di adattamento del Paseo del Borne.
E’ formata da una vasca circolare dal cui centro si erge un grande obelisco poggiato su quattro tartarughe di bronzo poste sotto i suoi vertici; sulla sommità dell’obelisco, un pipistrello di bronzo ricorda lo stemma degli antichi re d’Aragona, creatori della dinastia reale di Maiorca.
Nota per essere il luogo dove tradizionalmente si celebrano i successi del RCD Mallorca, la principale squadra di calcio della città, il pipistrello in cima all’obelisco è entrato con il passare del tempo a far parte dell’araldica comunale di Palma.
Ma non sempre questa fontana ha rappresentato al meglio l’isola…
Robert Graves, scrittore inglese che visse e morì a Deià, scrisse a proposito dell’obelisco: “rappresenta alla perfezione la società maiorchina. Una struttura piramidale, che avanza molto lentamente e che è presidiata dall’oscurantismo”.
Mai giudizio su Maiorca fu più sottile e tagliente, non ti pare?
Come arrivare al Paseo del Borne
Raggiungere il Paseo del Borne è facilissimo, visto che siamo nel davvero nel cuore del centro storico di Palma, a due passi dalla Cattedrale e dal Palazzo Reale dell’Almudaina.
Devi solo stare attento ad una cosa: evita di entrare nel Borne con la tua auto, visto che è circondato da zone a traffico limitato.
Appena vedi un cartello con su scritto ACIRE, scappa a gambe levate. Le multe sono salatissime e le telecamere abbondanti!
Se hai optato per non noleggiare un’auto a Maiorca per goderti solo la città, il consiglio che ti diamo è quello di muoverti rigorosamente a piedi per le viuzze del centro.
Tutto il quartiere attorno al Borne è davvero carino, pieno di bar con i loro tavolini all’aperto e di ristoranti di ogni tipo.
Insomma, lasciati trasportare dal calore di Palma.
A proposito di ristoranti, hai già scaricato la nostra Guida a 51 ristoranti tipici di Maiorca?




