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5 cose che cambieranno a Maiorca nei prossimi 10 anni

È importante sapere, nell’ambito di un trasferimento, come la città, o meglio il modo di vivere la città e l’isola, cambierà da qui ai prossimi 10 anni?

Evidentemente tanto, eppure “Quali sono le 5 cose che cambieranno a Maiorca da qui ai prossimi 10 anni?“, è una domanda che in pochi si pongono. 



Quando sono arrivato, si parlava di Palma come una delle migliori città dove vivere nel mondo. Marketing? Può essere. In effetti qualche anno dopo, la stessa Palma, veniva castigata dalle statistiche che la vedevano come una delle peggiori città per servizi scolastici e traffico. Marketing? Altrettanto.

Eppure, come scorrendo un album fotografico, tra i propositi e le misure messe in campo, si apre una visione, una nuova visione di città proiettata nel futuro. Propaganda? Lo vedremo. 

Non importa se sei a favore o contrario al VAO, metti insieme tutti i puntini e ti ritroverai catapultato nella Maiorca del 2030. Sei pront@ a scorrere la lista?

Indice articolo

Il modo di muoversi

Niente, questa automobile proprio non ce la vogliono fare usare!

La pedonalizzazione del Paseo maritimo, il Tranvía di Palma, la conseguente scomparsa dei parcheggi sulle Avenidas, le zone a bassa emissione, la limitazione della flotta di auto a noleggio, la penuria di taxi.

A fronte: il Piano di mobilità, le misure per il potenziamento dell’utilizzo del trasporto pubblico, l’incentivo alla bicicletta, l’allargamento della tratta ferroviaria.

Una vera e propria oasi, ma a che prezzo?

Quello del tempo, dell’autopista bloccata a Novembre, delle proteste dei commercianti, quello della stazione che perde acqua, dei progetti prima abbandonati e poi ripresi, quello di chi si deve abituare, quello di chi non si vuole abituare, ma tant’è  per il modello di città, e ancora di più per Palma, siamo arrivati ad una svolta, dolorosa ma inevitabile, tanto più lenta quanto più ci sarà alternanza nella politica, ma che prima o poi arriverà, rigorosamente senza macchi(n)a.

Il mercato immobiliare

La visione, dicevo. Maiorca è a un punto di non ritorno, e sono anni che si pensa di limitare l’acquisto di immobili a non residenti e residenti da meno di 5 anni.

Un’impostazione in estremo contrasto con la normativa UE, che d’altro canto non ne ha per rispondere ai problemi di un territorio così particolare come le Isole Baleari.

Sono rimasto stupito quando pochi giorni fa sono state formalmente ed ufficialmente interpellate le istituzioni europee per chiedere con forza una deroga ad insulam. Un processo che può essere rallentato da un ribaltamento al Govern? Sicuramente, ma anche qui la svolta è vicina; finché Maiorca rimarrà una destinazione così attrattiva, come si risolve il caso immobiliare?

Le case sono sempre di meno, e seppur il settore della costruzione sia in fermento da tempo, il territorio a disposizione è quello che è, non a caso l’isola viene affettuosamente appellata “lo scoglio”.  

Alternative?

L’implosione, con un tasso Euribor che si prevede raggiunga il 3,4 % alla fine del 2023. 

Le energie rinnovabili

In tempi non sospetti scrivevo che le Isole Baleari sono (erano) una delle comunità autonome con meno pannelli solari ed impianti fotovoltaici installati. Evidentemente, gli ultimi eventi su scala mondiale hanno dato una forte accelerata al processo di “conversione”.

Ecco allora che prima di vederla realizzata, si dovrà fare i conti con i vuoti normativi dei singoli Ayuntamentos, che fino ad oggi non hanno sentito l’esigenza di regolare la materia.

È infatti dalla protezione e dal riconoscimento di un determinato territorio come bene paesaggisticamente tutelato che scaturiscono casi come quello di Sóller, dove fino a ieri era permessa l’installazione di pannelli fotovoltaici solo su tetti piani e giardini, mentre oggi si sente l’esigenza di permetterla anche sui tetti inclinati, che costituiscono l’estetica della maggior parte degli edifici.

Anche in questo senso Maiorca si descrive nella sua unicità, fatta di tanti interessi contrapposti in un minuscolo spazio vitale.

Nonostante questo, i progetti di autoconsumo condiviso sono sempre più all’ordine del giorno, vuoi per credo, vuoi per necessità, come a Santa Eugenia, dove 40 kw in comune potrebbero far risparmiare qualche centinaia di euro a chi aderisce.

Se la luce non mancherà a Maiorca nel 2030, speriamo si dica altrettanto per l’acqua!

La forma della città

Corridoi verdi dentro la città per arginare gli effetti del cambiamento climatico, quartieri che recuperano i loro accessi al mare, intere zone che vengono ripensate in chiave funzionale, segmentate per modelli macro-economici, terreni che vengono acquistati e convertiti all’edilizia protetta, chiringuitos smantellati sulla costa, spazi senza fumo.

Un’esigenza, quella di tornare indietro per andare avanti, che è nell’aria da decine di anni, ma che ora come non mai influisce direttamente sulla forma urbana.

Una transizione che combatte contro i presagi apocalittici di un paseo deserto con una via de cintura imbottigliata, fosse cosi sarebbe un disastro. 

Nel mezzo, come sempre la verità: inutile proiettare le città verso il futuro quando la coscienza civica è generalmente medievale. Sarà scontro ancora per qualche anno, giusto i 6 mesi prima di ogni elezione, ma altrettanto inesorabilmente anche il modo di vivere Palma, cambierà.

Il turismo

Si potrà camminare tra i fari dell’isola, si potrà dormire nel primo rifugio del settore sud della Sierra de Tramuntana, ci si potrà lamentare, come già si sta facendo, che a fine Novembre deve esserci più gente. I Parchi e le zone protette si estenderanno, alcuni beni di interesse culturale passeranno sotto la gestione gestione pubblica, locale o statale, a Formentor chissà se ci si potrà ancora andare in bus.

Per poi fare il pieno a Luglio e Agosto, aguantando come si dice qui, con il modello di sempre. Via libera per tutti, d’altronde cosa vuoi che siano un paio di mesi per chi vive sull’isola. Una giornata in spiaggia per raccogliere i rifiuti e lavarsi dai peccati, semmai.

Un equilibrio dovrà essere raggiunto,  perché a Maiorca manca solo di ottimizzare la sua strategia comunicativa, ma in quanto a denaro, potere e risorse non è seconda a nessuno nel settore.

Anche qui, come per i punti precedenti, vale che se ne parli da tanto, ma ora, devo dire con un misto tra curiosità e timore, siamo prossimi al decollo!

E chissà quali venti ci accompagneranno, chissà quanti italiani saremo, chissà se avremo raggiunto i nostri obiettivi, e soprattutto chissà, come dice una bellissima canzone, se “donde queríamos estar, estamos”, ossia nell’isola più bella del mondo!

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