Puig de Galatzò

Chiunque arrivi a Maiorca, che sia per mare o per aria, non può non notare verso ovest una montagna solitaria. Sicuramente ci verrà passata la citazione cinematografica della trilogia de Lo Hobbit…

Isolata rispetto alle altre cime della Sierra de Tramuntana, si erge imponente una forma che ricorda (molto) vagamente quella del Cervino: è il Puig de Galatzò!

Con i suoi 1027 metri di altitudine, il Galatzò è una delle 54 cime di Maiorca che superano quota 1000 metri, ed anche per questo è sicuramente una delle mete più ambite dai cammintaori locali, soprattutto perchè dalla sua cima si può godere di una visuale che abbraccia quasi tutta l’isola.



Se a questo aggiungiamo che il Galatzò ha da sempre un’aura mistica per i maiorchini, ecco che in quest’articolo parleremo di uno dei percorsi di trekking di Maiorca più spettacolari, frequentati e anche temuti.

Si, temuti. Montagna col sombrero, Cervino di Maiorca, montagna magica, montagna maledetta, sono solo alcuni degli affettuosi nomignoli con cui chi vive qui conosce il Puig de Galatzò.

Quindi che ne dici? Vieni con noi a scoprire tutti i segreti di questa montagna?

👉 Alle falde del Puig de Galatzò c’è anche uno dei tanti rifugi dove fare tappa durante un cammino guidato di più giorni insieme a noi alla scoperta della Sierra de Tramuntana!

Indice articolo

I sentieri del Galatzò

cartello trekking Maiorca

Nonostante le sue pareti siano aspre, rocciose e pendenti, in realtà esistono 3 vie diverse per raggiungere la cima del Galatzò: una che parte dal pueblo di Estellencs, una da Puigpunyent e un’altra da Calvià. Sono di diversa lunghezza e difficoltà, ma sono tutte davvero spettacolari:

  • Estellencs (versante nord): è un itinerario con un dislivello importante, ma tecnicamente accessibile, fatto salvo per l’ultimo tratto roccioso dove occorre prestare un po’ di attenzione, soprattutto in discesa. Si parte dalla strada costiera della Sierra de Tramuntana, per poi raggiungere un piccolo altopiano da cui si inizia a vedere la sagoma del Galatzò. Superati i boschi, l’ultima salita è su rocce fra le quali il sentiero man mano scompare, lasciando il posto solo ad una debole traccia fra grossi massi. Arrivati in cima, Maiorca è ai tuoi piedi in tutto il suo splendore.
  • Puigpunyent (versante sud): molto più breve del precedente percorso, e ciò significa solo una cosa: pendenza, pendenza e ancora pendenza! Si parte da un’altitudine maggiore rispetto al percorso di Estellencs, ma il sentiero, dopo aver superato un passo a quota 650 metri, sale senza sosta lungo una stretta cresta rocciosa in perenne (e scomoda) salita. Ah, sconsigliato a chi soffre di vertigini, ma consigliatissimo a chi ama l’avventura! Abbiamo testimoniato questa via nel video che trovi qui sotto!
  • Calvià (versante nord): si passa per le case di Galatzò, un tempo luogo di atroci sofferenze, per incunearsi nella valle che anticamente collegava Calvià con Estellencs. Il percorso è davvero selvaggio e panoramico, oltre che di grande importanza storica visto che qui si possono incontrare tracce della preistoria dell’isola. Superata la valle, il percorso si collega a quello proveniente da Estellencs e ne segue il tracciato fino alla cima.

Il percorso proveniente da Calvià è anche una delle tante varianti del GR 221, il cammino che percorre in 8 tappe tutta la Sierra de Tramuntana.

Ma soprattutto, è anche il percorso che ti permetterà di conoscere un’inquietante storia fatta di apparizioni, spettri, omicidi e torture. Benvenuto nelle terre del Conte Mal!

👉 Il Puig de Galatzò è una delle cime più richieste da chi sceglie di fare una nostra Escursione su Misura per conoscere davvero tutti i segreti di Maiorca!

Galatzò
Un mare di nuvole viste dal Galatzò

Una strana presenza sul Galatzò

Era il lontano 2017 e la nostra guida Sergio, da poco trasferitosi sull’isola, decise di salire in cima al Puig de Galatzò in pieno inverno, partendo da Calvià. Era una delle sue prime escursioni a Maiorca e la nascita di una realtà come quella di Vivere Maiorca era già vagamente nei suoi pensieri. Ma questa è un’altra storia…

Dopo una breve sosta presso le case di Galatzò, alcuni contadini al lavoro che lo videro prendere il sentiero verso la cima lo fermarono e gli dissero: “Bello il Galatzò, ma stai molto attento a tornare prima del crepuscolo. Potresti imbatterti nel Conte Mal!”

Lì per lì Sergio non fece caso a quelle parole, ma lungo il percorso gli ritornò più volte in mente, oltre la frase in sè,  soprattutto la sensazione di reale timore con cui gli era stato fatto quell’avvertimento.

Perchè i contadini erano così preoccupati nel vederlo salire da solo nei boschi? Perchè tanta paura? E chi era questo Conte Mal?

Partì quindi un’approfondita ricerca che portò alla scoperta di un’antica canzone medievale maiorchina. Il racconto è struggente.

Una donna, sola e triste, siede davanti al camino nella casa di Galatzò, una donna che non si spaventa quando sente un alito gelido alle sue spalle ed una voce fioca che, come tante altre volte, viene a trovarla; è lo spettro di un cavaliere che da anni vaga senza pace in quelle terre di Galatzò che furono sede della sua furia omicida.

Fra la donna e il cavaliere si svolge un patetico dialogo fatto di rimpianti e di dolore, finchè il cavaliere riattraversa la porta di casa per poi sparire con il suo cavallo verso la cima della montagna, mentre la donna continua a ricamare con le lacrime in volto.

Ecco chi è il Conte Mal, lo spettro di un cavaliere avvolto da fiamme verdi ed in sella al suo cavallo dagli occhi fiammeggianti!

Il Conte Mal: la storia

Una volta scoperta la canzone medievale, il passo successivo fu capire il perchè della nascita di questa storia misteriosa. Era esistito davvero un Conte Mal a Maiorca? Chi poteva essere stato tanto crudele in vita da meritarsi questo trattamento dopo la morte?

Ebbene si. Il Conte Mal è davvero esistito!

Il suo nome era Ramón Zaforteza y Pacs-Fuster, un nobile del 1600 che ereditò a soli 12 anni dal padre i titoli di Conte di Galatzò e Conte di Santa Maria de Formiguera. Oltre ai titoli, però, il giovane Conte ereditò anche una causa legale intentata dinanzi al re dagli abitanti di Santa Margalida su cui egli vantava diritti feudali.

Il rischio di dover rinunciare a tutti i suoi privilegi su quelle terre, non fu preso benissimo dal giovane Ramón che si lasciò andare ad ogni genere di crudeltà verso i suoi accusatori; non contento ebbe la pessima idea di assoldare due sicari per uccidere il giudice che stava seguendo la causa.

L’attentato riuscì e il giudice fu lasciato agonizzante in una strada di Palma, ma prima di morire la vittima riuscì a rivelare l’identità dei suoi aggressori e del mandante.

Finca di Galatzò Maiorca
Sergio all'ingresso delle case di Galatzò

Dopo aver vagato latitante per per i luoghi più inospitali di Galatzò, Don Ramón decise di consegnarsi al tribunale che, ovviamente, lo condannò per omicidio. Il Conte venne così spedito in carcere a Madrid, tornando libero solo dopo molti anni e pagando un’enorme cauzione.

Persi tutti i suoi privilegi, il Conte tentò di riabilitarsi attraverso il servizio militare alla Corona: mantenne un intero esercito a suo carico e combattè anche con grande coraggio in molte battaglie.

I suoi sforzi militari gli valsero paradossalmente l’incarico di Procuratore Reale di Maiorca, dove tornò ben 32 anni dopo la sua condanna per omicidio. Ma i maiorchini non avevano dimenticato la ferocia di Don Ramón, che si vide appioppato il soprannome di Conte Mal.

Dopo il suo ritorno, la storia si fa molto vaga: le cronache ufficiali reali parlano di un incarico esercitato con giustizia ed equità, ma i racconti popolari parlano di un Don Ramón tornato al male che si vendicò atrocemente di tutti i suoi antichi nemici.

Ed è qui che inizia la sua leggenda…

Il Conte Mal: la leggenda

galatzo - conte mal
La spettrale figura del Conte Mal

I racconti popolari parlano di un Don Ramón che non esitò nel far ammazzare i suoi detrattori proprio in un angolo delle case di Galatzó chiamato s’argolla (ossia anello in maiorchino), dove pare venisse fissato un anello di ferro a cui legare i nemici per torturarli a morte.

All’ombra delle pendici del Puig de Galatzò il Conte Mal commise per decenni abusi e torture, giustiziando e sotterrando i corpi dei suoi avversari nelle proprie terre.

Nelle stesse case di Galatzó, esistono angoli associati alla sua spaventosa fama; in uno di questi angoli c’è una pietra a forma di cuore incastonata nel muro su cui è impressa una croce. Secondo la leggenda, sarebbe il cuore del Conte Mal che apparve subito dopo la sua morte sotto forma di pietra.

Ma non solo il suo cuore, ma sembra per il Conte Mal tornò di persona! I racconti su presunte apparizioni di Don Ramón abbondano in queste terre; la stessa vedova del Conte Mal raccontò a suo tempo di aver incontrato il marito molte volte dopo la sua morte, motivo per il quale fece porre dal cappellano di Calvià una croce in ogni vano del palazzo per far cessare le apparizioni.

A causa di questa presenza continua, i padroni delle terre di Galatzó che si sono succeduti nei secoli hanno sempre avuto difficoltà nel reclutare gente che volesse lavorare per loro.

E l’avvertimento dato a Sergio con grande paura da parte dei contadini di Galatzò? Adesso ne è chiara l’origine?

Anche se la morte fisica di Don Ramón de Zafortesa si verificò nel 1694 a 67 anni e senza discendenti maschi, da allora i maiorchini sono convinti che nelle fredde notti invernali, insieme al lamento degli animali ed al soffiare del vento, possa sentirsi la presenza del Conte Mal che, condannato in eterno ad espiare i suoi peccati, cavalca per le montagne di Galatzò su un cavallo verde avvolto dalle fiamme!

Ma non finisce qui...

In realtá, la leggenda del Conte Mal è solo uno dei tanti racconti che ammantano di mistero il Puig de Galatzò. Ricordi, questa resta pur sempre la montagna magica di Maiorca.

Nei borghi di Es Capdellà e di Puigpunyent, una tradizione popolare racconta che una volta nel 1800 i proprietari delle tenute di Galatzó, di Son Net e di Son Fortuny si incontrarono a pranzo per discutere sui propri confini in cima al Puig de Galatzó, dove confluivano le terre di loro proprietà.

Piazzarono una tavola rotonda proprio sulla cima, in modo tale che ciascuno di loro potesse mangiare e far valere le proprie ragioni innanzi agli altri proprietari senza uscire dai propri confini.

Si dice, inoltre, che sul versante settentrionale di questa montagna in alcuni giorni invernali si raccolgano una moltitudine di serpenti, attratti da una forza sconosciuta. E come se i rettili rimangano lì a lungo per ricaricarsi dell’energia vitale della montagna magica.

Come se non bastasse, ancora oggi molti escursionisti raccontano di un magnetismo talmente forte presente in queste terre, da far cadere in uno strano stato di sopraffazione e depressione chiunque provi a salire dal ripido pendio nord, stato d’animo che sembrerebbe sparire non appena si scende dal pendio meridionale.

A noi non è mai successo…ma si sa: vox populi, vox dei.

Finca di Galatzò Maiorca
Nuvole nere avvolgono la montagna magica

Indicazioni utili

Oltre alle 3 vie di cui abbiamo parlato all’inizio di questo articolo, in realtà c’è una moltitudine di varianti e percorsi alternativi che attraversano tutte le terre del Puig de Galatzò, molte delle quali non segnalate.

Ricorda sempre che puoi contattarci per richiedere la tua Escursione su Misura o unirti a uno dei nostri Cammini di gruppo. Solo così potrai davvero scoprire il volto più nascosto di Maiorca.

Inoltre, stai sempre attento al periodo dell’anno in cui decidi di salire in cima al Galatzò. D’estate i percorsi diventano a dir poco proibitivo a causa del forte caldo maiorchino, mentre d’inverno vento e neve possono complicare moltissimo l’ascesa.

Siamo oltre i 1000 metri di altitudine ed è ottima prassi prendere tutte le precauzioni del caso. Non sottovalutare la Sierra de Tramuntana, non fare mai questo errore.

Buona escursione e… attento al Conte Mal!

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