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Pro e contro di vivere a Maiorca (1 di 2)

Un po’ di tempo fa abbiamo postato questo sondaggio sul nostro gruppo Facebook, che non a caso si chiama Vivere (a) Maiorca: pro e contro, vantaggi e svantaggi della vita sull’isola. Ne diventa, insieme ad anni di sentite risposte, una monografia di 500 pagine…No dai, un semplicissimo articolo in due parti può bastare, ma siamo sicuroi che troverai comunque tanti spunti interessanti. Allora, partiamo dalle notizie buone o da quelle cattive? Continua a leggere per scoprirlo!

Indice articolo

3 motivi per vivere a Maiorca

Speranza di vita

Sarà mica per i famosi 300 giorni di sole all’anno, lo iodio, il vento, la natura, che le Isole Baleari sono la comunità autonoma con la maggior speranza di vita di tutta la Spagna?

E dire che le coordinate sono più o meno quelle dei lontani cugini sardi, che sul tema sono ferrati. Stiamo parlando di ben 83,4 anni! Saranno i ritmi compassati, l’alimentazione mediterranea o, semplicemente, una vita senza troppi pensieri?

Sarà per questo che le Isole Baleari sono la comunità con più residenze per anziani ogni 10.000 persone, oppure c’è un elisir a Maiorca che ancora non conosciamo? 

Sicuramente l’isola è un luogo dove si può avere uno stile di vita sano, e non è scontato. 

Pensate che Maiorca è la comunità autonoma dove in media si va in pensione più tardi, 63,4 anni, mentre di chi ne ha più di 55, il 31,7% della popolazione, ha un’occupazione. La  popolazione nel frattempo si continua a mantenere “giovane”, con un buon 75% sotto i 60 anni, la famosa speranza di vita, ma quella vera, quella che ti spinge a fare un figlio o ad aprire un mutuo a 25 anni. 

Quindi si lavora a Maiorca, e anche tanto, per tanto tempo, ma nel frattempo si programma, si sogna, si prendono decisioni importanti. E nonostante questo, nonostante i pesi e le responsabilità che ognuno deve necessariamente affrontare, sei e rimani a Maiorca, tra mare, montagna, un fico preso dall’albero e l’aria pulita.

Speranza di vita? No, speranza nella vita! Forse è proprio lì il punto, l’ottimismo che genera questo luogo.

Il sogno maiorchino

Ma davvero si può venire a Maiorca e realizzare in mezzo al Mediterraneo quello che normalmente si pensa d’oltreoceano? Devo dire, con le dovute proporzioni (il Parc Bit è la Silicon Valley per intenderci), si! 

D’altronde le Isole Baleari non sarebbero, come invece sono, la comunità che proporzionalmente conta più lavoratori autonomi ed una delle comunità con il tasso di crescita maggiore per la costituzione di società mercantili. E non stiamo parlando solo di fiscalità comunque vantaggiosa rispetto all’Italia, ma anche di una spaventosa domanda di mercato a cui attingere. 

Certo, tutti i sogni rischiano di svanire, basta cambiare la prospettiva. Perché l’altra faccia della medaglia sono i turni di notte o i week-end degli operatori del turismo e dell’indotto, oltre alle numerose attività commerciali che chiudono ogni anno. Pensate, anche a Valldemossa, nonostante sia un luogo con moltissimo afflusso, abbiamo visto attività chiudere.

Tornando al sogno, il sogno rimane, o comunque Maiorca è dove ti sembra effettivamente possibile, a portata di mano. 

Il vero marchio del sogno maiorchino è la rapidità: è tutto sommato rapido trovare lavoro ed in certe aziende è tutto sommato rapido avere una possibilità di carriera. Come rapida rischia di essere anche la rovinosa caduta o comunque il cambio. In ogni caso, a Maiorca è difficile lasciare rimpianti, o quantomeno, se il sogno deve per forza svanire, questa è la miglior fine possibile.

Il piano B

Maiorca permette a tutti una seconda opportunità: quasi 40.000 nuovi posti di lavoro nel biennio 2021-2023 ed un tasso di disoccupazione che dovrebbe raggiungere il 9,5%. 

Ma quali sono i lavori più ricercati? Ovviamente il settore della ristorazione la fa da padrone con 21.000 contratti stipulati nel 2022 tra personale di sala e di cucina, a seguire il personale di imprese di pulizie, i commessi o le commesse dei negozi (7.394 contratti stipulati nel 2022), fino a scorrere nella lista gli operai edili (3.408), gli autisti (1.745) ed i musicisti (1.633). 

Insomma, un paracadute sull’isola lo si può sempre trovare, anzi a volte le aziende fanno fatica a trovare personale. Certo poi non tutti ambiscono a lavorare in un call-center a vita, ma questo è un altro discorso.

Maiorca è uno splendido piano B anche per i freelance, i nomadi digitali, i programmatori ed in generale per tutti coloro la cui professione può essere svolta ovunque, salvo qualche piccola eccezione.

Chi proviene dalle grandi città non troverà eccessivamente cari gli affitti, in compenso risparmierà sull’assicurazione dell’auto o sulla retta dell’asilo nido.

Insomma, Maiorca è una destinazione che si addice ad un piano B, che molto probabilmente diventerà C e che poi forse finirà in T, ma in fondo è proprio questo che ci muove: gli stimoli. Ottimismo, stimoli e sempre quel famoso bagno ad Ottobre, ecco i nostri tre motivi per vivere a Maiorca. 

Vuoi conoscere l’altra faccia della medaglia? Clicca qui per continuare a leggere!

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